pittura digitale

la fotografia assume  ruolo di tela,

una tela dapprima immaginata,

evocata,

cercata con gli occhi e con il cuore,

catturata diventa spazio dove dipingere pensieri, vibrazioni.

Dettagli di realtà diventano altro da sé,

forma e colore diventano trame

con le quali raccontare, la passione e la ragione,

le lacerazioni del mondo degli uomini.

 

 

…c’è un momento in cui,

dopo anni di lavoro intimo e privato,

si presenta il desiderio di condividere con altri

ciò che si sente,

ciò che si vede,

c’è un momento in cui, come per un figlio,

pensi “adesso puoi andare per il mondo da solo…”

e comincia il viaggio delle tue immagini.

 

eliana perino

genova 1957,si occupa di linguaggi iconici e arte nella didattica dal 1981, come insegnante e formatore.

 

l’espressione della creatività, come bisogno di catturare vibrazioni interiori ,avviene parallelamente in momenti personali con l’utilizzo di codici video e fotografici.

Negli ultimi anni, i dettagli e le ombre trovano espressione preferenziale nella pittura digitale.

 

 

curriculum

-il colore dell’ombra – personale - centro civico buranello - genova settembre 2004

 

-IX rassegna nazionale saturarte – collettiva – associazione culturale satura- genova dicembre 2004

 

-arte in transito arte in scena – collettiva – primo piano livinGallery – lecce gennaio 2005

 

-european arteam prize – collettiva – museo civico di arte contemporanea  - albissola marina – aprile 2005

 

-1 triennale online di arte contemporanea – metropolitan international art - 10 maggio 10 ottobre 2005

 

-concorso artea – città  di castello -3° Classificato Sezione Art Web -  III Edizione -  maggio 2005

 

- I biennale d’arte GenovARTE – associazione culturale satura -  genova  - giugno 2005

 

- new code -  collettiva- museo del castello estense – Ferrara - marzo 2006

 

 

 

 

web

 

http://moca.virtual.museum/open/perino/perino.htm

 

http://www.club.it/concorsi/risultati/altriconcorsi/ris.rubaunraggiodisole.html

 

http://www.arpnet.it/aiaceto/sotto18-2002vincitori.htm

 

http://www.becks.it/sito/ATTIVITA/dressBottle/classificaDressBottle_ordinata.asp

 

http://www.crezine.com

 

http://www.equilibriarte.org

 

 

 

 

 

 

 

 
 

l’ontologia delle ombre

prof. graziella arazzi  

    

vedo prima l’ombra dell’oggetto”: con questo esordio eliana perino, artista poliedrica e ricca di costellazioni dell’anima, ama presentare le sue installazioni.

 

per la pittrice-grafica-scenografa - è difficile rinchiuderla in confini stretti - l’ombra ha una valenza di forza e di robustezza che rammenta nuove ontologie, un mondo di esseri dotato di significati e di vita propria, oggetti spaziali ma ancor più temporali, amplificazioni delle cose e orizzonti aurorali che hanno un’espansione, uno slancio, un inizio e una fine.

 

mescolando tecniche  e materiali, leggendo la polisemia di colori vernici, l’artista lega decoro e ordine in un sistema di enorme complessità strutturale, in cui le ombre non sono enti depauperati, riduzioni di essenza, contorni privi di senso ma assumono invece vitalità, più degli enti ai quali si rapportano, in un gioco di rinvii e di rimandi alle costellazioni del mondo. pezzi di universo, frammenti di esistenze, le ombre hanno autonomia e vigore e divengono veri e propri scrigni di energie (mentali, naturali, biopsichiche) che l’artista raccoglie e dipana in tessiture metaforiche.

 

in questo percorso – sulla scia di giordano bruno – sono le cose a divenire ombre delle idee, enti sfocati in rapporto ai quali l’ombra ha una pregnanza e una dimensione topologica di enorme consistenza.

 

eliana perino tradisce felicemente quel filone di pensiero per cui l’ombra è sfumatura, evanescenza, negatività, cifra del dubbio e dell’angoscia, del nulla e della morte, conducendo le ombre a ricoprire ruoli e funzioni determinanti per connotare mondi plurali, dialoghi tra passione e ragione, legami tra neurofisiologia e arti, tra mente e natura.

 

un laboratorio – quello della perino – che tesaurizza ombre naturali e si declina anche su oggetti di enorme importanza come le ombre costruite. “Mi piace cogliere l’ombra e seguirla nella sua vita, svilupparla  e alimentarla in strade e viottoli dello spirito”.

dal gusto di catturare sfumature e perimetri d’ombra, sempre in dialogo con la luce e l’enigma dei colori – come rilevava Wittgenstein – l’artista passa poi a consumare il grande rito del disegno, in un pensiero meridiano che celebra la felicità di ibridazioni, mescolanze, sconfinamenti, assegnando all’ombra la funzione di evocare la globalità del nostro mondo, fatto di nicchie e di esplosioni universali.

un guardare nel tempo attraverso il tempo, verso un nuovo tempo: questo il lavoro della perino.

 

lavorando su ombre e costruendo i destino dell’ombra, l’artista riscatta realtà da sempre minoritarie, periferiche, marginali, addirittura sintomo di inquietudine, di vita effimera, di inganno e falsità.

 

nell’albero delle ombre che la perino ci regala, le ombre hanno ridondanza, giocoso ritmo, sono osservatori su universi inesplorati, enciclopedie di concetti e sillabari di emozioni, in opposizione a quelle metafore di cecità e di tenebra che da sempre le hanno contraddistinte.

 

archivio di ombre naturali, il lavoro dell’artista rivela anche una grande tensione nel far diventare l’ombra altro da sé, in  un  percorso che rovescia quel grande stereotipo per cui l’ombra è altro in relazione alla vera realtà. morfogenesi che richiama le forme dinamiche di goethe ma anche il procedere della revêrie bachelardiana.

 

dettagli, superfici sfumate, richiami della materia, evocazioni del mondo, le ombre diventano attori di primo piano in un proscenio che fa giocare pezzi di realtà, minuzie e dettagli della natura, dell’architettura urbana. Raccolta e custodita dall’artista, l’ombra si rafforza, si impreziosisce, si riordina, parla, si agita, narra se stessa e il mondo degli uomini. Illumina paradossalmente il regno delle cose, sottraendole all’opacità dei saperi precostituiti e gerarchizzati.

ombre di lago, di poggiolo, frecce d’ombra: dal naturale all’artificiale in una fantasmagoria del pensiero e dell’anima.

ombre

finestre sull’universo, il mistero del lavoro e del riposo, di una luce che è spesso amorfa e di un’ombra che è cura della voce, protezione, nicchia, forza materia, energia cromatica, ricchezza teorica, narrazione e metalinguaggio.

l’artista ci spinge verso il regno di tenebre colorate, dove veniamo spossessati del sentire comune e ci lamentiamo con le tessiture e  le trame di una narrazione collettiva, in cui le ombre ci rasentano, ci sfiorano, ci raccontano, ci orientano verso uomini e cose.

l’arte – grazie a eliana perino- eredita universi che il pensiero filosofico e scientifico solo ora comincia a riconoscere nelle sue stanze.

 

prof graziella arazzi